Giorgio
Brogi

1955
San Miniato
Geometrie irregolari si incontrano e si respingono sulle superfici di Giorgio Brogi. Incastri di poligoni inventati coprono di colori acidi ogni angolo delle tele.
Gli accostamenti cromatici e gli equilibri bilanciati delle forme tradiscono uno studio attento e lento della composizione. La stesura dei suoi rossi intensi, dei gialli solari, dei blu "indigo"1 non avviene per campiture compatte e piatte, ma per pennellate visibili, che lasciano un'impronta vibrante. Brogi crea un contrasto tra la linearità retta delle figure ed il movimento che abita al loro interno. "Nel gesto pittorico egli cerca di trovare l'armonia degli opposti, l'azione non azione, il flusso dinamico e costante della propria sorgente interiore"2.
I giochi di forme e di colori sulle tele di Giorgio non si impregnano di ombre e chiaroscuri. Ma riescono ad evocare ugualmente effetti di profondità, attraverso il diverso grado i luminosità dei toni scelti. L'artista riprende le fila del discorso di Delaunay per lanciarsi in un nuovo Orfismo; e passa anche attraverso il Modernismo, di cui "si limita a recuperare l'attitudine all'elementarità delle forme, alla semplicità minimale degli accostamenti plastici (...)"3.
Il linguaggio di Brogi si confronta non solo con la tela, ma anche con supporti informatici. E' suo uno dei primi cd-rom d'artista realizzati, che porta la data del 1996. Data l'originalità Superficie reale fu presentato nel 1998 al Palazzo delle Esposizioni di Roma, in occasione della mostra "La coscienza luccicante - CD rom d'artista", a cura di Mary Angela Schroth.
Il cd rom di Brogi combina immagini, video, testi in un'unica opera, che si sofferma sulla realizzazione della decorazione dell' Azienda Pietro Gozzarini (Empoli): 280 metri quadri di pittura su muro, realizzata a stretto contatto con gli operai della fabbrica. Uno spazio vivo e vissuto, riempito da abitudini e gesti quotidiani. Ben diverso dal vuoto iniziale della tela. L'artista ha dovuto tener conto del preesistente inglobandolo nella pittura, come avviene per la finestra rettangolare che si disegna in alto, su una parete. La sua luce si trasforma durante le ore del giorno, arricchendo l'opera di sfumature in continuo movimento.
Dopo Superficie reale, l'artista si è confrontato sempre più spesso con ambienti ampi e intrisi di personalità. La sua Installazione (1999) alla Sala ex Macello di Padova4 ne è esempio. Teli plastificati di colori sgargianti sono sospesi ai ganci da cui pendevano gli animali da macello. "Attraverso la memoria si percepisce il peso virtuale di elementi appesi e in movimento, che si susseguono incessantemente in un frastuono di ferri, di caos". Una fascia gialla orizzontale guida lo sguardo in profondità, bilanciando l'andamento verticale.
Giorgio Brogi porta le sue installazioni anche in ambienti esterni, immergendole nella natura. Basta una visita alla sua casa di Calenzano per rendersene conto: posta in posizione privilegiata, la scultura Terralba appare immediatamente agli occhi di chi arriva. L'opera si unisce alla coralità dei lavori di altri artisti in occasione di My land 5, mostra collettiva all'insegna della site specifity, svoltasi nel terreno e nell'abitazione di Brogi il 28 settembre 2002.
Nell'estate dello stesso anno, Brogi ha progettato un intervento ambientale nello spazio dell' Hotel Villa Bianca di Camaiore. "Steli che crescono, portatori di emozioni/ Steli di colore che emanano luce e energia vitale/ Un percorso in divenire che misura il tempo, che genera lo spazio (...)6"
Crescita (2002) è un gruppo di elementi cilindrici in argilla smaltata, di 60 cm d'altezza e 25 cm di diametro. Attraverso la cottura, i singoli "steli" hanno internato il colore, che si avvale di potenzialità comunicative fortissime. Giorgio Brogi sottolinea, kandinskianamente, le proprietà di conduttore emotivo di ogni tonalità che ultilizza: blu reale, come canalizzazione, calma, pace, pensiero chiaro, fiducia; arancione, come sensualità, estasi, piacere dell'unione, ricerca spirituale;
giallo, come chiarezza mentale, conoscenza, gioia, determinazione; rosso, come risveglio, calore, sensualità; verde, come crescita, spazio, verità, fiducia; viola, come trasformazione, guarigione, spiritualità, realizzazione.
La disposizione delle strutture cilindriche nell'ambiente esterno della Villa Bianca è stata studiata per sottolineare traiettorie visive ben precise e per riprendere l'andamento di ascensione verticale della ciminiera visibile in secondo piano.
Le installazioni di Giorgio Brogi non tradiscono la qualità cromatica delle tele, ma sanno relazionarsi con lo spazio in cui si inseriscono, alla ricerca di un dialogo con il luogo.


1 "E questo suo blu non è un vero e proprio blu facilmente riconoscibile, è più un nero riflessato, è un colore che si chiama indigo, che con le sue ambiguità ci apre tante strade di interpretazione (...)". cfr. V. BRUNI, L'involontarietà del movimento, in "Giorgio Brogi. L'azione del non-agire", cat. mostra a cura di V. BRUNI, Siena, 1993, p. 8.
2 D. SEMERIA, Meditazione in azione, in "Giorgio Brogi. L'azione del non-agire", cat. mostra a cura di V. BRUNI, Siena, 1993, p. 7
3 M. CARBONI, Giogio Brogi. "Campo parziale", Monte San Savino, 1988.
4 L'installazione è stata realizzata in occasione della mostra Hortus Imperfectus, a cura di E. GUSELLA, Sala ex Macello, 31 luglio- 12 settembre 1999. Hanno esposto insieme a Giorgio Brogi: Ornella Caldon, Silvia Gentilini, Claudio Nalli, Alfredo Tuttero e Nicola Uneddu.
5 Gli artisti partecipanti a My land sono stati: Giorgio Brogi, Robert Péttena, Vittorio Cavallini, Enrico Vezzi, Silvia Galasso, Nicola Cioni, Claudio Parrini e Fabio Cresci.
6 Dal testo di presentazione dell'esposizione: GIORGIO BROGI, Crescita
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