Nicola
Cioni

1965
Livorno
Vive e lavora a Fucecchio.

Serie di fotografie accostate per raccontare storie. Storie in bianco e nero che portano con sé significati allegorici. Sono le opere di esordio di Nicola Cioni, giovane architetto di Fucecchio che trova nella camera oscura la sua maggiore libertà espressiva. Il sodalizio con la macchina fotografica iniziò nel 1996. Le sue immagini avevano allora tutta la complessità di metafore visive. Il volo (1996), ad esempio, racconta lo schiudersi di un uovo e il primo inarearsi di un uomo-volatile. Un trittico pensato attentamente dal punto di vista formale, con uno studio delle linee compositive e degli equilibri tra i pieni e i vuoti.

Cioni ha l'abitudine di studiare schizzi delle sue fotografie, che devono poi attenersi in modo preciso all'"idea" elaborata attraverso le varie fasi preparatorie. La qualità tecnica della stampa ha ossessionato il fotografo, nella realizzazione dei primi lavori. Oggi si sente invece liberato dall'eccessiva attenzione a questo aspetto. E' importante che l' "idea" funzioni. Non che lo sviluppo sia pedissequamente limpido.
Il suo interesse per le serie lo ha condotto ad esplorare le potenzialità narrative dell'accostamento di immagini in sequenza, abbassando la portata retorica delle sue prime prove. In Altrove, lo scatto iniziale coglie il dettaglio dell'occhio di una donna anziana. L'iride riflette ridenti ricordi di gioventù. Partendo dall'immersione nel mondo interiore di una persona sola, finiamo per allontanarci progressivamente da lei, fino a vederla a figura intera, di spalle, seduta vicino alla finestra. Nicola Cioni tenta di raccontare i momenti in cui riusciamo a liberarci dalla fretta e dalla velocità dei ritmi quotidiani, per soffermarci sui segnali che ci lanciano gli altri; momenti rari e brevi, che vengono riassorbiti nel fluire del nostro protagonismo.

In Memorie di carta (2002), un uomo raccoglie un foglio abbandonato sull'asfalto, per poi rigettarlo via. La messa a fuoco si fa più nitida man mano che il protagonista si avvicina alla carta. Lo scatto posto al centro della sequenza dei nove riquadri è perfetto. Quelli successivi, perdono gradualmente precisione. L'uso del "mosso" assume un valore espressivo, come spesso accade nelle opere di Cioni. "Le sequenze sono il risultato di schemi costituiti da percorsi ogni volta pensati; esse seguono un'organizzazione ritmica che, come un percorso musicale, tocca i suoi picchi e ne discende"1. In Memorie di carta, le fotografie sono state digitalizzate ed inserite in un unico file-immagine, per poi essere stampate su una lunga striscia di carta. Procedimento che testimonia la perdita di attenzione verso la qualità tecnica del risultato finale.
Nicola Cioni non realizza soltanto serie. Nel 2000, ad esempio, ha lavorato all'edizione di Finalmente domenica2, un progetto realizzato con il patrocinio dell'assessorato alle Politiche dell'Immigrazione di Fucecchio. Il fotografo è entrato nelle case di alcuni immigrati che vivono nel comune, ponendosi nella prospettiva dell'ospite, non dell'ospitante. Ha fissato le immagini della vita quotidiana di persone che vivono accanto a noi, ma di cui ci accorgiamo solo la domenica, quando escono dai loro appartamenti nel rituale del giorno di festa.
Un'unica tematica unisce scatti che non sono però leggibili come una storia. Lo stesso accade nei Soldatini. Dal 2000, Cioni si diverte a fotografare i piccoli protagonisti dei giochi della sua infanzia, ricreando con arrangiati mezzi artificiali atmosfere realistiche. I soldatini acquistano dimensioni gigantesche e sembrano quasi persone. Ci fanno sorridere per "sentimento del contrario", aiutandoci a riflettere con sarcasmo sulla facilità con cui pensiamo alla guerra come a un gioco. Alcuni di loro sono immortalati mentre guardano tv sovradimensionate, passivamente.
Il 28 settembre 2002 Nicola Cioni ha presentato a My land3, evento - mostra nella casa di Giorgio Brogi a San Miniato, un video ricavato dalla successione temporale di sue foto. Il calcolo dei tempi strettamente necessari alla comprensione e l'accostamento di immagini contrastanti produce un effetto "blob" di sagace satira politico- sociale. Una sorta di video composto di fotografie. Un esperimento che, ci auguriamo, non rimarrà isolato.

1 K. HAUSEL, Nicola Cioni, segnali latenti, Pisa, 2001
2 N. CIONI, Finalmente domenica, San Miniato, 2000
3 Gli artisti partecipanti a My land sono stati: Giorgio Brogi, Robert Péttena, Vittorio Cavallini, Enrico Vezzi, Silvia Galasso, Nicola Cioni, Claudio Parrini e Fabio Cresci
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