Piero
Vezzi
1948
San Miniato
I volti che io conosco1. Un trittico in grafite di Piero Vezzi ha portato nella chiesa parrocchiale del "Sacro Cuore del Gesù" uomini e donne del passato di Ponte a Egola (dicembre 2000). Disegnate dalla matita dell'artista su carta leggermente ingiallita, le figure di personaggi un tempo familiari sono riaffiorate nella mente degli abitanti del paese.
"Ho voluto riappellarmi ai miei compagni di viaggio e, attraverso una foto fortunata, casuale, ho voluto fermare la loro immagine, immagine silente, nobilitata dalla stasi, strappandola dall'oblio inesorabile del tempo e riconducendola alla memoria".
Partendo dalle fotografie, Piero Vezzi ha tratteggiato e sfumato i volti dei compaesani: i suoi nonni, Paride Giomi, Annibale Caponi, Pietro Terreni e tutti gli altri...sono in molti a stare in piedi, impegnati nelle loro attività usali, sul grande foglio dell'artista.
Vezzi è una sorta di Lee Masters; anche la sua è un' Antologia di Spoon River, non scritta ma rappresentata. L'artista fissa sul supporto l'anima dei personaggi, trasformati nel suo ricordo.
La maestria tecnica attesta la sua grande esperienza nell'ambito della grafica: sin dagli anni Sessanta, l'amore per il disegno ha condotto Piero Vezzi a fare una scelta di campo, privilegiando questa tecnica rispetto alle altre.
Nonostante ciò, la sua versatilità è testimoniata dall'affresco realizzato nel 1967 nell'oratorio di San Rocco in San Miniato. Appena completata la formazione all'Istituto d'Arte di Firenze, Vezzi si lanciò in un'impresa impegnativa. I soggetti religiosi sono legati da un filo d'Arianna nella produzione dell'artista. Recentemente, ha realizzato un'opera per I volti della Pace, esposti nell'Aula Pacis in San Domenico, a San Miniato.
1 I volti che io conosco (grafite su carta telata) è stata allestita nella Chiesa Parrocchiale di Ponte a Egola, nel mese di dicembre del 2000
I volti che io conosco1. Un trittico in grafite di Piero Vezzi ha portato nella chiesa parrocchiale del "Sacro Cuore del Gesù" uomini e donne del passato di Ponte a Egola (dicembre 2000). Disegnate dalla matita dell'artista su carta leggermente ingiallita, le figure di personaggi un tempo familiari sono riaffiorate nella mente degli abitanti del paese.
"Ho voluto riappellarmi ai miei compagni di viaggio e, attraverso una foto fortunata, casuale, ho voluto fermare la loro immagine, immagine silente, nobilitata dalla stasi, strappandola dall'oblio inesorabile del tempo e riconducendola alla memoria".
Partendo dalle fotografie, Piero Vezzi ha tratteggiato e sfumato i volti dei compaesani: i suoi nonni, Paride Giomi, Annibale Caponi, Pietro Terreni e tutti gli altri...sono in molti a stare in piedi, impegnati nelle loro attività usali, sul grande foglio dell'artista.
Vezzi è una sorta di Lee Masters; anche la sua è un' Antologia di Spoon River, non scritta ma rappresentata. L'artista fissa sul supporto l'anima dei personaggi, trasformati nel suo ricordo.
La maestria tecnica attesta la sua grande esperienza nell'ambito della grafica: sin dagli anni Sessanta, l'amore per il disegno ha condotto Piero Vezzi a fare una scelta di campo, privilegiando questa tecnica rispetto alle altre.
Nonostante ciò, la sua versatilità è testimoniata dall'affresco realizzato nel 1967 nell'oratorio di San Rocco in San Miniato. Appena completata la formazione all'Istituto d'Arte di Firenze, Vezzi si lanciò in un'impresa impegnativa. I soggetti religiosi sono legati da un filo d'Arianna nella produzione dell'artista. Recentemente, ha realizzato un'opera per I volti della Pace, esposti nell'Aula Pacis in San Domenico, a San Miniato.
1 I volti che io conosco (grafite su carta telata) è stata allestita nella Chiesa Parrocchiale di Ponte a Egola, nel mese di dicembre del 2000
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