Simonetta
Melani
1953
Castelfranco di Sotto
Vive e lavora a Santa Croce sull'Arno.
Una forte vena narrativa dà vita alle incisioni di Simonetta Melani. Fate e personaggi fantastici fluttuano sui suoi fogli, organizzati secondo schemi compositivi equilibrati e prospettive rigorose, con effetti a volte vertiginosi. L'immaginario si reinventa sulla carta. La Melani illustra libri e plaquettes d'arte a tiratura limitata , ma non rimane troppo legata al testo, riuscendo a creare con le immagini storie nuove.
La sua esperienza di incisore si è dispiegata per vent'anni. Iniziò infatti negli anni Ottanta, frequentando i corsi di Romano Masoni e Antonio Bobò presso I Laboratori di Villa Pacchiani a Santa Croce, e di Domenico Viggiano presso la stamperia d'arte Il Bisonte a Firenze.
La vicenda di Simonetta è strettamente legata a Villa Pacchiani. L'edificio sull'Arno, abbandonato e chiuso al pubblico, fu occupato infatti agli inizi degli anni Ottanta da un gruppo di artisti, che vi organizzarono mostre e laboratori espressivi pubblici. Nacque così il Circolo del Pestival. L'impegno della Melani nel contesto di Santa Croce aveva precedentemente trovato radici ne Il grandevetro, di cui l'artista fu socia fondatrice nel 1977 e di cui è redattrice tuttora.
Sin dall'inizio Simonetta ha respirato la vivacità di questo clima. Partendo dal teatro sperimentale e dalla performance, con la partecipazione alle attività de Il Teatro della Casagialla, è approdata alla grafica; le sue opere incisorie sentono ancora il debito verso la connotazione narrativo - recitativa del teatro.
La Melani ama confrontarsi con varie tecniche, dall'acquaforte, che ritocca a volte ad acquatinta, alla puntasecca.
Ha fondato, con Romano Masoni e Fulvio Leoncini, la Compagnia dei Liberi Incisori e Varia Umanità, insieme punto di ritrovo, luogo di lavoro e sede espositiva per gli artisti che ne fanno parte.
La sua attività non si limita alla grafica. Infatti realizza anche installazioni e rilievi di carta, bagnata e trattata come una superficie plastica. La parola è sempre inserita all'interno delle opere come complemento quasi narrativo, ancora una volta, all'immagine.
Protagonista di moltissime sue opere è il Bonzin Gesù. Bonzino è uno dei personaggi di un libro scritto da un'internata di San Salvi, Costanza Caglià. La sua storia e le sue visioni schizofreniche rivisitate popolano le opere pittoriche di Simonetta. Bonzino "è stato santificato" e si è caricato con gli anni di mille valori aggiunti.
La Melani sceglie spesso soggetti religiosi, nonostante non sia credente. Ha realizzato, ad esempio, una serie di incisioni sull'Apocalisse di San Giovanni.
Il temperamento suo "drammatico e visionario"1 si riflette in tutta la sua ampia produzione.
1 PIER CARLO SANTINI, Esopiade, storie da rimettere in gioco, Catalogo Ed. Villa Pacchiani, Santa Croce sull'Arno, 1992
Vive e lavora a Santa Croce sull'Arno.
Una forte vena narrativa dà vita alle incisioni di Simonetta Melani. Fate e personaggi fantastici fluttuano sui suoi fogli, organizzati secondo schemi compositivi equilibrati e prospettive rigorose, con effetti a volte vertiginosi. L'immaginario si reinventa sulla carta. La Melani illustra libri e plaquettes d'arte a tiratura limitata , ma non rimane troppo legata al testo, riuscendo a creare con le immagini storie nuove.
La sua esperienza di incisore si è dispiegata per vent'anni. Iniziò infatti negli anni Ottanta, frequentando i corsi di Romano Masoni e Antonio Bobò presso I Laboratori di Villa Pacchiani a Santa Croce, e di Domenico Viggiano presso la stamperia d'arte Il Bisonte a Firenze.
La vicenda di Simonetta è strettamente legata a Villa Pacchiani. L'edificio sull'Arno, abbandonato e chiuso al pubblico, fu occupato infatti agli inizi degli anni Ottanta da un gruppo di artisti, che vi organizzarono mostre e laboratori espressivi pubblici. Nacque così il Circolo del Pestival. L'impegno della Melani nel contesto di Santa Croce aveva precedentemente trovato radici ne Il grandevetro, di cui l'artista fu socia fondatrice nel 1977 e di cui è redattrice tuttora.
Sin dall'inizio Simonetta ha respirato la vivacità di questo clima. Partendo dal teatro sperimentale e dalla performance, con la partecipazione alle attività de Il Teatro della Casagialla, è approdata alla grafica; le sue opere incisorie sentono ancora il debito verso la connotazione narrativo - recitativa del teatro.
La Melani ama confrontarsi con varie tecniche, dall'acquaforte, che ritocca a volte ad acquatinta, alla puntasecca.
Ha fondato, con Romano Masoni e Fulvio Leoncini, la Compagnia dei Liberi Incisori e Varia Umanità, insieme punto di ritrovo, luogo di lavoro e sede espositiva per gli artisti che ne fanno parte.
La sua attività non si limita alla grafica. Infatti realizza anche installazioni e rilievi di carta, bagnata e trattata come una superficie plastica. La parola è sempre inserita all'interno delle opere come complemento quasi narrativo, ancora una volta, all'immagine.
Protagonista di moltissime sue opere è il Bonzin Gesù. Bonzino è uno dei personaggi di un libro scritto da un'internata di San Salvi, Costanza Caglià. La sua storia e le sue visioni schizofreniche rivisitate popolano le opere pittoriche di Simonetta. Bonzino "è stato santificato" e si è caricato con gli anni di mille valori aggiunti.
La Melani sceglie spesso soggetti religiosi, nonostante non sia credente. Ha realizzato, ad esempio, una serie di incisioni sull'Apocalisse di San Giovanni.
Il temperamento suo "drammatico e visionario"1 si riflette in tutta la sua ampia produzione.
1 PIER CARLO SANTINI, Esopiade, storie da rimettere in gioco, Catalogo Ed. Villa Pacchiani, Santa Croce sull'Arno, 1992
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