Sergio
Pucci
1952/1997
Montelupo Fiorentino
"L'artigianato si libera per diventare arte. Non forme tradizionali ripetute all'infinito, ma ricerche sulla scia dell'Arte concettuale, guidano la mano di Sergio Pucci. Una mano esperta nella tecnica della ceramica, appresa sin da bambino nella nativa Montelupo. Le figure sciolte come cera, intrise di colori brillanti, sono un marchio di fabbrica della sua opera. L'Allegoria dell'Uomo capovolto (1984) o il Fauno (1982- 85) volgono gli occhi verso l'alto con espressioni segnate. Portano sui loro volumi la traccia della pressione delle dita dell'artista, che sfaccettano la superficie fino a renderla irregolare, quasi corrosa.
I soggetti strizzano l'occhio alla mitologia, specchio di dinamiche eterne e sempre valide.
In Con-trapasso, installazione presentata alla mostra Ratem e altre storie 1, a cura di Nicola Micheli, uomini e topi si fanno metafora della lotta tra aggressività ferina e capacità organizzativa umana, due facce della stessa medaglia 2. E gli interventi di Pucci si dilatano, conquistando lo spazio di stanze intere, abitate da diversi elementi di ceramica. In Persecol 3 armi ed armature sono distribuite in una sala della Palazzo Turi di Santa Croce sull'Arno, simboleggiando la dialettica tra offesa e difesa.
Come scrive Andrea del Guercio, quella di Pucci è "una creatività impegnata dai contorni sempre più letterari, nel significato intimista e melanconico poetico del termine" 4. Figure deformate nelle loro anatomie, immerse nel fluire della natura, accompagnate dallo scorrere dell'acqua o appoggiate ad una siepe di alloro. "I personaggi di Pucci si frazionano nello spazio ed aprono il dialogo con nuovi materiali" 5.
1 Ratem e altre storie, a cura di Nicola Micheli, Santa Croce sull'Arno, 3 maggio - 5 giugno 1984
2 D. CARLESI, A. MANCINI, Ratem e altre storie, cat. mostra a cura di Nicola Micheli, Santa Croce sull'Arno, 1984, p. 87
3 Seconda installazione realizzata per Ratem e altre storie, cfr. nota 1
4 A. DEL GUERCIO, Sergio Pucci, sculture 1982- 85, Genova, 1985, p. 1
5 ibidem
"L'artigianato si libera per diventare arte. Non forme tradizionali ripetute all'infinito, ma ricerche sulla scia dell'Arte concettuale, guidano la mano di Sergio Pucci. Una mano esperta nella tecnica della ceramica, appresa sin da bambino nella nativa Montelupo. Le figure sciolte come cera, intrise di colori brillanti, sono un marchio di fabbrica della sua opera. L'Allegoria dell'Uomo capovolto (1984) o il Fauno (1982- 85) volgono gli occhi verso l'alto con espressioni segnate. Portano sui loro volumi la traccia della pressione delle dita dell'artista, che sfaccettano la superficie fino a renderla irregolare, quasi corrosa.
I soggetti strizzano l'occhio alla mitologia, specchio di dinamiche eterne e sempre valide.
In Con-trapasso, installazione presentata alla mostra Ratem e altre storie 1, a cura di Nicola Micheli, uomini e topi si fanno metafora della lotta tra aggressività ferina e capacità organizzativa umana, due facce della stessa medaglia 2. E gli interventi di Pucci si dilatano, conquistando lo spazio di stanze intere, abitate da diversi elementi di ceramica. In Persecol 3 armi ed armature sono distribuite in una sala della Palazzo Turi di Santa Croce sull'Arno, simboleggiando la dialettica tra offesa e difesa.
Come scrive Andrea del Guercio, quella di Pucci è "una creatività impegnata dai contorni sempre più letterari, nel significato intimista e melanconico poetico del termine" 4. Figure deformate nelle loro anatomie, immerse nel fluire della natura, accompagnate dallo scorrere dell'acqua o appoggiate ad una siepe di alloro. "I personaggi di Pucci si frazionano nello spazio ed aprono il dialogo con nuovi materiali" 5.
1 Ratem e altre storie, a cura di Nicola Micheli, Santa Croce sull'Arno, 3 maggio - 5 giugno 1984
2 D. CARLESI, A. MANCINI, Ratem e altre storie, cat. mostra a cura di Nicola Micheli, Santa Croce sull'Arno, 1984, p. 87
3 Seconda installazione realizzata per Ratem e altre storie, cfr. nota 1
4 A. DEL GUERCIO, Sergio Pucci, sculture 1982- 85, Genova, 1985, p. 1
5 ibidem
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