Viaggio Nelle Terre del Rinascimento - Video E-mail

 

Video Terre del RinascimentoViaggio nelle Terre del Rinascimento Un video di Rosario Gennaro a cura di Silvia Bottinelli. Cos’è un video-documentario d’artista? Un testo video che cerca di documentare una realtà? Ma cos’è la realtà? E come si pone l’artista di fronte ad essa? Queste domande di natura semantica emergono di fronte alla visione del lavoro di Rosario Gennaro dedicato alle Terre del Rinascimento. Alla sua opera è chiesto di condensare in poco più di dieci minuti di flusso visivo molti chilometri quadrati di geografia, secoli di storia ed infinite possibilità di guardare ad esse.

 

L’artista che vuole documentare non può che rinunciare all’obiettività. Paradossalmente. L’obiettività infatti non può essere completamente raggiunta e la realtà sembra un concetto astratto, che diventa concreto solo con l’esperienza fisica del visitatore nei luoghi descritti dall’arte. Il video-documentario è una forma di selezione, una sorta di collage di immagini raccolte nei luoghi da rappresentare; è un’interpretazione di quei luoghi attuata tramite la presentazione inevitabilmente parziale di frammenti della realtà. Sembra una sorta di indice, una citazione di alcune visioni che rimandano all’esterno dell’opera, che indicano una realtà più ampia e complessa, come i capitoli di un libro.

Gennaro si trova di fronte ad una materia amplissima, che vuole non tanto descrivere, quanto evocare. In quanto soggetto che realizza l’opera, ha una sua propria percezione del luogo, della sua essenza, del suo fascino e delle sue contraddizioni. Il “Viaggio nelle Terre del Rinascimento” parla del rapporto dell’artista con l’oggetto che rappresenta, lo mostra attraverso il suo sguardo, il suo gusto, la sua conoscenza.

L’opera è frutto di un processo temporalmente lungo e mentalmente complesso. Il primo approccio di Gennaro con il territorio è stato di tipo emotivo: un viaggio in macchina attraverso le campagne, soste brevi nei centri abitati. In seguito la lettura della bibliografia relativa al luogo e alla sua storia gli ha permesso un approfondimento razionale, che è stato però accompagnato da continue visite successive nel territorio. La presenza fisica dell’artista sul luogo e l’incontro con le persone che lo abitano gli hanno dato il modo di esperirne la luce, gli odori, i suoni, il gusto, la temperatura e di creare un legame tra soggetto ed oggetto che si riversa nel video. La costruzione di una “trama visiva” e la realizzazione di schizzi grafici precedono la fase delle riprese, in cui il rapporto diretto con il luogo da documentare si amplifica. Infine la selezione delle immagini del girato da inserire nell’opera vera e propria, il montaggio, la danza delle immagini al tempo della colonna sonora e la scelta degli “effetti”. Il lavoro finale è un gioco di equilibri calibrati tra video e fotografia, enfatizzato dall’unisono tra visione e suono.

Le Terre del Rinascimento, titolo che abbraccia un’area geografica composta da cinque Comuni diversi, appaiono come un territorio unico. Luoghi distanti sono resi vicini dalle dissolvenze. Gli oggetti si trasformano in altri oggetti, unendosi con essi in disseminati effetti di morphing, che mirano ad evidenziare le somiglianze e creano una sorta di travaso di un’immagine in un’altra. Lo zoom out di immagini fisse determina una connessione strettissima tra interno ed esterno, lega le architetture a ciò che le abita, o, in alcuni casi, elimina la distanza spaziale unendo contenuti e contenitori che sono nella realtà posizionati in luoghi differenti. Con l’uso degli “effetti”, Gennaro mira alla creazione di un amalgama visivo, che vuole riferirsi all’identità culturale condivisa dalla piccola costellazione di paesi delle Terre del Rinascimento. Gli espedienti tecnici diventano strumenti linguistici e possono essere interpretati come chiavi di lettura dell’intero testo, divenendo metafore dell’unità dell’insieme territoriale.

Ancora andando alla ricerca dei punti di contatto tra le diverse aree storico-geografiche che compongono le Terre del Rinascimento, Gennaro si trova a proporre frequentemente immagini di architetture ecclesiastiche e scorci di borghi, e si sofferma meno sugli aspetti paesaggistici, per evitare di ritornare su stereotipi idealizzanti della natura toscana. Quello che vuole far emergere è l’identità specifica delle Terre del Rinascimento, sentite come un tutto unitario.

Raramente la figura umana entra nell’inquadratura. Il mondo  di Gennaro è fatto di edifici antichi, che perdono la loro “aura” distante quando ripresi tra le auto parcheggiate; la realtà che rappresenta oscilla tra storia e contemporaneità, tra ceramiche rinascimentali ed opere attuali realizzate con la stessa tecnica. Il video si apre con l’uomo vitruviano di Leonardo e si chiude con la Venere delle Armi di Enrico Vezzi, che incorona dal 2004 la Villa Medicea di Cerreto Guidi.

Lo spettatore è accompagnato in un viaggio dal ritmo irregolare, vertiginoso in certi passi, come il girotondo intorno alla fontana della piazza Farinata degli Uberti ad Empoli o la visita al Museo Leonardiano di Vinci, e rilassato in altri, come nel momento dedicato al Padule di Fucecchio o alla contemplazione delle opere conservate al Museo della Collegiata, circondate da un candore quasi etereo.

Le immagini che scorrono nel video attingono a fonti visuali differenti ed il lavoro alterna registro basso ed alto, accostando strutture linguistiche della cultura di massa a quelle più auliche del film sull’arte. Movimenti di camera da videoclip convivono con lenti zoom, che ripercorrono l’esperienza della visione da vicino e della visione da lontano nella lettura degli oggetti storico artistici.

Il documento che Gennaro produce sulle Terre del Rinascimento parla dunque un linguaggio contaminato, trascina lo spettatore nell’immagine di un giovane artista siciliano che ripercorre stralci di un piccolo angolo di Toscana. La sua opera non può e non vuole proporsi come surrogato del reale, ma al contrario invita gli spettatori ad esplorare il luoghi in modo diretto. Per aggiungere al suo sguardo molti altri sguardi.

 

Regia

Rosario Gennaro

 

Cura scientifica

Silvia Bottinelli

 

Riprese

Chiara Falcinelli

 

Foto

Tony Lamanna

 

Musiche

Antonio Petrocelli

Leonardo Chirulli

Produzione

Sistema museale “Le Terre del Rinascimento” con il contributo della Regione Toscana

 

Realizzazione tecnica

Media Soluzioni snc di S. Murana & C. – Scandicci (FI)

 

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