| Sìneo Gemignani della forza morale e del lavoro |
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Dopo la seconda guerra mondiale, durante la quale documentò con rara incisività gli aspetti più diversi della vita militare e quelli più tragici dopo l'8 settembre, l'artista trascorse, tra il '48 e il '49, un breve periodo a Milano, attratto dal clima culturale più aperto, dal segno lasciato dalla rivista “Corrente” - interrotta, ma mai cancellata, dal Regime - affascinato dalle riflessioni su Picasso e dalle elaborazioni intorno alle Avanguardie fauviste e cubiste che là si sperimentavano. Il ritorno ad Empoli corrispose ad una consapevole scelta professionale e politica: l'adesione ad un realismo figurativo, che trovava espressione, in quello scorcio di metà secolo, nella rivista “Realismo”, intriso di tematiche politiche e sociali, lo ricondusse alla tradizione toscana della sua prima formazione rivisitata attraverso uno sguardo e un segno più asciutti e costruttivi, un cromatismo caldo e impastato di calce, superfici scabre nei freschi e negli affreschi strappati. Di queste scelte Sìneo dette prova nelle scene del vasto fregio La ripresa delle attività alla Borsa Merci di Firenze. Per tutti gli anni Cinquanta si condensano centinaia di studi e opere dedicate alla figura e alla composizione, alcune coronate da successo come Partigiane della Pace del 1951. Il decennio successivo vide l'artista impegnato nella grafica e in grandi progetti decorativi anche di committenza pubblica, ancora fedele alla sua scelta stilistica e via via sempre più critico rispetto al mondo politico e a quello culturale che lo circondavano. Così il linguaggio di Sìneo si faceva più nervoso e libero, ma non tradiva l'idea figurativa originaria nemmeno nella sua ultima grande opera rimasta incompiuta, La presa di San Miniato, ispirata al poema seicentesco di Ippolito Neri. Le opere della donazione Sezione soci Coop Empoli, tutte comprese tra il '54 e il '57, testimoniano la sintesi stilistica e poetica raggiunta dal nostro attorno al tema del lavoro e della cooperazione intese come attività costitutive dell'essere umano e fondanti della società civile. Le sei tempere dei Muratori e della Vita nei campi, in particolare, documentano un momento di rara grazia e leggerezza che ci suggeriscono l'idea di una canzone sull'adesione morale dell'artista alla fatica di chi opera per ricostruire il Paese. Il significato della piccola raccolta è maggiormente apprezzabile se si pensa che questa fu donata da Sineo alla Cooperativa del popolo proprio in quegli stessi anni in cui fu prodotta, quando, sotto la direzione di Duilio Susini, la Coop si affermava a Empoli e sul territorio come risposta ai bisogni, non solo materiali, di una nuova categoria di cittadini, i consumatori, proponendosi anche come agenzia culturale. La mostra, ospitata tra le preziose ma umili mura della dimora pontormesca, vuole proporre al visitatore una lettura di queste opere inedite contestualizzate nella produzione contemporanea di Sìneo e in particolare relazione con gli affreschi che realizzò per la facciata della scuola elementare “Michelangelo” di Santa Maria a Ripa. Paola Matteucci
Curatori della mostra Paola Matteucci Antonio Natali Catalogo a cura di Paola Matteucci Organizzazione e coordinamento della mostra e del catalogo Paola Panicci Marina Rossi U.O. Attività culturali e turismo, coordinamento beni culturali del Comune di Empoli Con il contributo di Sezione soci Coop Empoli Catalogo Polistampa Orario h. 10 -13 giovedì e venerdì h. 16 -19 dal martedì alla domenica e festivi Info Casa del Pontormo 0571 994346 Comune di Empoli U.O. attività culturali e turismo, coordinamento beni culturali 0571 757729-829 www.comune.empoli.fi.it
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